domenica 25 settembre 2016

GNOCCHI AL CACAO CON RAGU' DI AGNELLO PER L'MTCHALLENGE

La aspettavamo tutti da tempo.
Ci voleva il coraggio di Annarita, il terzo giudice per la sfida n.59 firmata MTChallenge, per osare prepararli con lo spirito che contraddistingue da sempre quest'ultimo: scoprire una ricetta, imparare a farla secondo le regole del MTC, provare, assaggiare, riprovare, attendere il giudizio, aggiustare il tiro partendo dai propri errori e dai propri punti di forza.

La difficoltà è stata farli senza l'uovo!
Sono stata titubante fino alla fine: "staranno insieme?", "diventerà un budino informe?", "terranno in cottura?" e in pochi istanti, quando ho visto lo gnocco di prova venire a galla, mi sono resa conto della preziosità di questa sfida.
Per una vita ho seguito sempre la ricetta di mia mamma, che utilizza l'uovo e invece ora sono costretta ad ammettere che si può farne a meno e che vengono anche molto bene.

Mentre impastavo poi pensavo che questa ricetta di base - con un condimento differente, è chiaro - è adatta anche per i vegani... avrò scoperto l'acqua calda, ma per me, che ultimamente mi sono trovata a provare diverse ricette vegane (con molta soddisfazione.. ma di questo vi parlerò nel prossimo post), è stata una rivelazione!

Come vi dicevo nel precedente post, in cui vi raccontavo la mia esperienza a Sweety of Milano, mi hanno regalato tante cosine belle e buone e proprio da una di queste nasce l'idea di questi gnocchi al cacao. Le fave di cacao sono un ingrediente desueto, ma abbinate come in questo caso con il salato danno quel je ne sais quoi che manderà i vostri ospiti in visibilio. Croccanti, leggermente legnose, richiamano il sapore di cacao dell'impasto, il ragù deciso e cremoso avvolge gli gnocchi e crea una vera e propria magia nel piatto.

Gnocchi al cacao con ragù di agnello


per gli gnocchi

600g di patate a pasta gialla del nostro orto
100-140g di farina 00 (quella che raccoglie l'impasto)
20g di cacao amaro in polvere
sale

per il ragout di agnello

500g di polpa d'agnello
1/2 di cipolla
1 costa di sedano
1 carota
rosmarino
salvia
alloro
fave di cacao tostate*
pecorino grattugiato
1 bicchiere di vino bianco
olio evo
sale e pepe

*chi ha letto il precedente post o mi segue sui social sa che le fave di cacao grezze tostate che mi hanno regalato a Sweety erano sparite dalla mia busta, e l'organizzazione - splendida - si sta dando da fare per farmele riavere in qualche modo. Al posto di quelle nella ricetta ho utilizzato un po' di granella di fave di cacao tostate ricoperte di cioccolato extra all'80% leggermente tritate.. un po' più dolci, ma sono un valido sostituto.

Lessate le patate in pentola a pressione intere e con la buccia (il tempo di cottura varia a seconda della vostra pentola, nella mia 8 minuti dal fischio). Una volta cotte, andranno scolate, pelate e schiacciate ancora calde direttamente sul piano di lavoro.
Appena sono tiepide impastatele con il cacao, la farina e un pizzico di sale.


Confezionate gli gnocchi secondo il metodo classico, rigandoli però alla fine con il retro dei rebbi di una forchetta o con un apposito rigagnocchi.


Per il ragout, tritate finemente sedano, carota e cipolla e fateli rosolare con olio evo in una padella antiaderente. Quando la cipolla risulterà bionda aggiungete la carne di agnello tritata a coltello e rosolate.

Sfumate con un bicchiere di buon vino bianco; lasciate evaporare il vino quindi regolate di sale e pepe. Cuocete per 5 minuti, scoperto, a fiamma bassa e poi aggiungetevi le erbe aromatiche tritate finemente.

Buttate gli gnocchi in acqua bollente salata e scolateli non appena salgono a galla. Saltateli quindi nel ragout di agnello aggiungendo una manciata di pecorino grattugiato, e se necessario un po' d'acqua di cottura.
Impiattate gli gnocchi completando il piatto con un trito di fave di cacao grezze.


Con questa ricetta partecipo alla sfida n.59 del MTChallenge.


mercoledì 21 settembre 2016

SWEETY OF MILANO - IL GIORNO DOPO

Eccomi di nuovo seduta davanti al mio pc a scrivere per raccontarvi di questa giornata a Sweety of Milano e della finale del master MTChallenge.
Ci sono volute più di 24 ore di decompressione per riprendermi dal fine settimana appena trascorso, per sistemare tutte le caccavelle che mi ero portata dietro, mettermi in pari con le lavatrici, ma finalmente eccomi qui.

Mentre scrivo il profumo che si sprigiona dal forno, di pane con il lievito madre, mi conforta e mi sprona a raccontarvi com'è andata.


Innanzitutto fatemi ringraziare quel sant'uomo di Alessandro che mi ha accompagnato in questo fine settimana milanese e che si è sorbito pazientemente le mie ansie e i miei sfoghi se la borsa frigo era troppo sballottata qua e là: se non fosse davvero un uomo speciale non lo sposerei mica...

Prima della partenza ho avuto dei problemi con i macaron che non ne volevano sapere assolutamente di asciugarsi durante il croûtage. Purtroppo sia giovedì che venerdì mattina ha piovuto ininterrottamente e c'era un'umidità indicibile.... se non fosse che poi, alle 12:30 per l'esattezza, ovvero appena tre ore prima dell'orario in cui sarebbe partito l'autobus che ci avrebbe accompagnato a Roma, mi sono resa conto che non sarebbero mai venuti bene perché la mattina, nel farli, avevo cannato completamente la dose di albume: 90g invece di 60g, il cielo solo sa come li ho pesati in questo modo.
Dopo una velocissima consultazione con la tutor, Ilaria, alla quale ho promesso una torta dalle fattezze umane a grandezza naturale - alla Buddy Valastro per intenderci - per ringraziarla della pazienza e del sangue freddo con cui mi ha incoraggiato in ogni fase, ho deciso di rifarli anche se il tempo stringeva e ho iniziato a pregare che asciugassero in tempo.
Saint'Onoré, mosso a pietà, deve averci messo del suo infatti li ho preparati, si sono asciugati e sono stati cotti nel giro di un'ora e mezzo.

Il viaggio di andata è stato un po' teso. C'è stato un ritardo dovuto al traffico in autostrada da L'Aquila a Roma e abbiamo rischiato di perdere il treno, ma fortunatamente alla fine ce l'abbiamo fatta. Per non parlare della paura che qualche contenitore nel quale avevo riposto con cura le varie preparazioni per la torta si aprisse o che le basi potessero rompersi: possiamo dire che fino al momento in cui la torta era finita e davanti ai giudici sono stata in apnea.

Le basi non si sono rotte, i contenitori non si sono aperti, perfino i fiori che avevo colto poco prima di partire e riposto in un contenitore sottovuoto sono arrivati perfetti fino al momento di essere posati sulla torta. Perfino i macaron, che mi avevano fatto tanto penare, sono arrivati sani e salvi a destinazione.

Lasciatemi dire che di eventi del genere ne ho visti più di un paio, in giro per l'Italia, e che l'organizzazione che ho visto a Sweety non c'era in buona parte degli altri. Una menzione speciale a Chiara Bettaglio, di DBInformation, che ha seguito il nostro master ed è stata disponibilissima e gentilissima, nonché simpaticissima, e ad Anna Lena De Bortoli, alias Acquaviva, per la redazione di MTChallenge che ha fatto da receptionist, da cicerone, da presentatrice, insomma un vero jolly per l'MTC.

Non è semplice coordinare una "baracca" del genere, ma loro ci sono riusciti, e pure bene!
Le masterclass puntuali - tranne quella del maestro Massari che è andato avanti per il doppio del tempo a sua disposizione, ma egli PUO' e il primo che dice il contrario in ginocchio sui ceci - e ben organizzate, gli stand colorati e ben disposti, le cucine dove venivano preparati i dolci in vendita linde e ben disposte, gli chef pasticceri e i ragazzi di CastAlimenti gentilissimi e simpatici, il tutto in una location d'eccellenza come il Palazzo delle Stelline con la corte interna caratterizzata da un giardino splendido, in cui si sono svolte alcune delle attività che coinvolgevano i big.

Insomma, se non si fosse capito, m'è piaciuto!

La giuria per il nostro master formata da Alessandro Servida e Claudio Colombo è stata attentissima e seria: ha fatto domande, osservato, assaggiato e giudicato, avendo ben chiaro che si trattava di una finale di un master fatto online ma non per questo meno serio. Hanno definito il livello delle preparazioni in generale alto - e forse non se lo aspettavano - e premiato la più bella e la più buona, quella che per stessa ammissione di Servida "metterei su una rivista del settore senza problemi", la Vintage naked di Marianna Bonello del blog Sapori e Dissapori food.



Eccomi a fine gara, mentre finalmente respiro di nuovo e mostro orgogliosa la mia creatura.


L'organizzazione ha premiato Marianna con una copia autografata di "Non solo zucchero vol.1" del maestro Massari più altre cosine, e ha regalato a ognuna delle finaliste una busta carica di belle cose; nello specifico un tappetino Forosil Pavoni e in abbinato una fascia d'acciaio microforata della nuova linea Progetto Crostate, un barattolo di gelatina di albicocche Agrimontana, 12 tavolette di cioccolato fondente 80% Criollo di Domori, una confezione di granella di fave di cacao ricoperte di cioccolato fondente e una confezione di fave di cacao grezze tostate. Ovvero, come fare felice una blogger con caccavelle e ingredienti di qualità - che ovviamente verranno provati a brevissimo!


E se volete leggere il resoconto del MTChallenge di questo primo master, andate qui e preparate i fazzoletti.

giovedì 15 settembre 2016

SONO IN FINALE!


Pochissime righe e pochissimo tempo, perché come si può evincere dal titolo, sono in finale e sto per catapultarmi in cucina per una full immersion di basi, creme, cremette e preparazioni varie!
Il maestro Michel Paquier, le nostre tutor Ilaria e Maria Grazia, insieme ad Alessandra hanno scelto la mia naked cake Allegra e altre quattro torte nude per disputare la finale del primo master MTC a Sweety of Milano, sabato 17 settembre dalle 14 in poi.
Vi aspettiamo a Sweety per la finale, che verrà giudicata da Alessandro Servida e Claudio Colombo.



sabato 10 settembre 2016

BAKE OUT MTC - ALLEGRA, UNA NAKED CAKE PER L'MTC E SWEETY OF MILANO

Siete fra quelli che scelgono un viaggio nella capitale francese non per le romantiche passeggiate sul Lungosenna, ma perché “Parigi val bene un...a mousse”?
Non avete mai saputo come finisce la favola di Biancaneve, perché a “specchio specchio delle mie brame” iniziavate a fantasticare su glasse e coperture?
E siete ancora convinti che il discorso più rivoluzionario del secolo scorso inizi con “I have a cream”?


Allora, non perdetevi Sweety of Milano, la grande manifestazione di pasticceria che si terrà nel capoluogo lombardo il 17 e il 18 settembre, nel corso della quale i nostri Maestri più famosi terranno masterclass a tema, proporranno le loro nuove creazioni, incontreranno il pubblico davanti ad un caffè, in un fine settimana all’insegna della dolcezza e della creatività.


E lì potrei esserci anch'io. Questo è quello che bolliva in pentola e che vi avevo accennato nell'altro post.
Non appena Alessandra ha parlato di un master MTC incentrato sulle naked cake reinterpretate secondo il gusto e la tradizione pasticcera italiana, mi si è acceso il neurone. Siamo state seguite da due tutor splendide, Ilaria e Maria Grazia, presenti e disponibilissime, che ci hanno consigliato e tranquillizzato nei momenti di "oddio, la ganache non è fluida e ora come faccio?!" e guidato fino al primo traguardo, ovvero la pubblicazione sul blog personale della nostra proposta.
Non tutti, ahimè, avranno la possibilità di andare a Sweety of Milano; le nostre tutor insieme ad Alessandra selezioneranno cinque delle venti torte pubblicate, e la giuria sarà presieduta da un giudice d'eccezione: nientepopodimenoché Michel Paquier, della pasticceria Douce di Genova (qui anche la pagina Facebook) - e se vi state chiedendo dove avete sentito già il suo nome, lo avete sicuramente già sentito e visto all'opera a "Detto Fatto", su Rai2.  

Le cinque prescelte saranno presenti a Sweety of Milano il 17 Settembre, esattamente tra una settimana, dove avremo a nostra disposizione una sala per assemblare le torte, tra le 14 e le 15 approssimativamente: nella prima mezz'ora i finalisti termineranno l'assemblaggio delle loro torte (decorazione e ultimi ritocchi), in modo che i giudici possano anche valutare il loro modo di lavorare.; nella seconda mezz'ora, avverrà la premiazione. Il tutto a porte aperte - da qui BAKE OUT! :) 
La giuria sarà presieduta da Alessandro Servida, titolare della pasticceria Alex a Milano; accanto a lui a giudicare le torte ci sarà Claudio Colombo, redattore de Il Pasticcere e Gelatiere italiano. 

E quindi.... eccomi qua! :)


Per la mia proposta ho avuto le idee chiare sin da subito per quanto riguarda la decorazione, mentre il gusto e gli abbinamenti sono arrivati da sé.

Ho scelto una naked leggermente velata di crema al burro alla vaniglia, con una colata di gelée di lamponi ad effetto dripping, arricchita da lamponi freschi, more di rovo, fichi, fiori, meringhe e macaron ripieni di crema ai lamponi.


Al suo interno una torta margherita al cacao di Di Carlo, cream cheese leggera e gelée ai lamponi.

Allegra naked cake



per la torta margherita al cacao di Leonardo Di Carlo, da Tradizione in evoluzione


uova intere 250g
tuorli 200g
zucchero semolato 200g
miele di acacia 25g
buccia di limone 7g *
bacca di vaniglia
sale fino 2g
farina 00 (W 150-160) 133g
cacao amaro in polvere 57g *
fecola di patate 125g
burro fuso a 45 °C 125g

*ho omesso la buccia di limone ed aggiunto il cacao amaro (in proporzione del 30% rispetto alla quantità di farina iniziale - 190g

Unire i primi quattro ingredienti, mescolare e scaldare a 45°-50°C - io ho eseguito quest'operazione a bagnomaria. Questo passaggio, potrebbe essere anche saltato, ma rende la massa molto più stabile e quando andremo ad inserire le polveri tenderà a smontare di meno.

Trasferire in planetaria e montare con la frusta: a metà montaggio (dopo 8-9 muniti), aggiungere a filo i tuorli leggermente sbattuti, continuare a montare, fino ad una massa voluminosa e stabile. Inserire a mano delicatamente la farina setacciata con la fecola e il cacao, prelevare 1/10 di massa e inserire il burro fuso, quindi aggiungere delicatamente al resto della massa, mettere in due stampi da 18 cm di diametro e cuocere subito a forno già caldo a 170-180°, chiuso i primi 10 minuti e fessurato** i successivi per 20-25 minuti.

Una volta sfornate le basi lasciatele freddare completamente, quindi ricavate da ogni base due dischi alti circa 3 cm l'uno e teneteli da parte.

**per forno fessurato si intende con lo sportello leggermente schiuso per permettere al vapore di uscire e rendere la preparazione leggera ed areata; basta inserire una pallina di carta d'alluminio nell'apertura del forno affinché rimanga aperto quel tanto che basta.

per la cream cheese leggera alla vaniglia

200g di formaggio cremoso tipo Philadelphia
300g di panna fresca da montare
120g di zucchero a velo
mezza bacca di vaniglia

Nella planetaria, con la foglia, fate ammorbidire il formaggio cremoso, quindi aggiungete lo zucchero a velo setacciato e la vaniglia e montate a media velocità fino ad ottenere un composto cremoso. A questo punto cambiate la frusta alla planetaria e inserite la frusta a filo.
Con la planetaria in movimento e a massima velocità aggiungete la panna ben fredda a filo e lasciate montare il composto finché diventa ben spumoso.

per il gelée di lamponi

230g di lamponi
85g di zucchero
15g di succo di limone
6g di gelatina in fogli

Mettete a bagno la gelatina in fogli in acqua fredda.
Nel frattempo, in un pentolino, fate scaldare a fiamma bassa la metà della polpa di lamponi che avrete frullato e setacciato, con lo zucchero e il succo di limoni. Aggiungete la gelatina precedentemente ammollata e ben strizzata, amalgamando bene. Unite il composto, fatto intiepidire, al resto della polpa e mescolate. Coprite la gelée con pellicola per alimenti a contatto e lasciate freddare. Utilizzate subito. Se dovesse solidificarsi troppo, potete scaldarla leggermente a bagnomaria per farla tornare fluida.

per la crema al burro alla vaniglia

125g di burro a temperatura ambiente
170g di zucchero a velo
1/2 bacca di vaniglia

Iniziate a lavorare il burro nella planetaria con la foglia. Quando sarà ben cremoso unite i semi di vaniglia e lo zucchero a velo un cucchiaio alla volta. Una volta aggiunto tutto lo zucchero, cambiate l'accessorio della planetaria inserendo la frusta e lasciate montare alla massima velocità per almeno 3-4 minuti. Il composto diventerà chiarissimo e spumoso, vi sembrerà panna montata e non crema al burro. Trasferite la crema al burro in una sac à poche con bocchetta tonda liscia da 10 mm.

per i macaron

60g di albume a t.a.
70g di farina di mandorle fine
90g di zucchero a velo
25g di zucchero semolato
qualche goccia di succo di limone
una stilla di colorante rosa

cream cheese e gelée ai lamponi per farcire

Nella ciotola della planetaria montate gli albumi con il succo del limone, a neve ben soda. Quindi aggiungete lo zucchero semolato in tre volte. A questo punto dovete aggiungere il colorante. Adesso, a mano, con una spatola, aggiungere in tre volte le polveri setacciate molto bene. 
Rivestite di carta forno due o o tre teglie (dipende dalla loro grandezza). Trasferite il composto in una sac à poche con una bocchetta tonda da 8 mm.
Formate sulle teglie dei bottoni con il composto, distanziandoli di circa 3 cm, perché si allargheranno leggermente. Per farli appiattire leggermente, date qualche colpetto sotto la teglia.
A questo punto si lasciano asciugare, per qualche ora, fino al momento della cottura: se sfiorandoli non si attaccano ai polpastrelli sono pronti per il forno.
Cuoceteli a 170° per 12-13 minuti circa, girando la teglia di 180° a metà cottura.

per le meringhe

60g di albume a t.a.
120g di zucchero semolato
qualche goccia di succo di limone

Iniziate a montare con la planetaria gli albumi con il succo di limone ad alta velocità, quindi un cucchiaio alla volta inserite lo zucchero. Lasciate montare per almeno 10 minuti, finchè lo zucchero sarà sciolto completamente e il composto sarà sodo e lucido.
Trasferite in una sac à poche con bocchetta a stella aperta da 8 mm e formate le meringhe sulla teglia rivestita di carta forno. Infornate a forno caldo a 180° e spegnetelo, lasciando lo sportello chiuso finché il forno sarà completamente freddo - per approfondimenti circa il metodo di cottura a forno spento vi rimando a questo post.

Procediamo adesso con l'assemblaggio della torta.
Su un'alzatina posizioniamo la prima base - tenete la base inferiore con i bordi più netti da parte perché diventerà poi la parte superiore - create tutto intorno sul bordo un cordone di crema al burro che servirà a contenere la nostra cream cheese. Quindi farcite con uno strato abbondante di cream cheese e sopra di esso colate un velo di gelée ai lamponi.
Posizionate la seconda base allineandola alla sottostante e ripetete le operazioni: cordone di crema al burro, cream cheese e gelée.
Quando vi sarà rimasta da posizionare solo una delle due basi inferiori che avete tenuto da parte non dovete far altro che girarla sottosopra, in modo che la parte che è andata a contatto con la teglia risulti sopra e chiudere la torta.


Refrigerate per 30 minuti per stabilizzare il tutto.
Dopo il riposo riprendete la torta dal frigo e con la crema al burro stuccatela aiutandovi con una spatola angolata lunga e un tarocco. Se come me disponete di un piatto girevole sarete avvantaggiati, altrimenti ricordatevi di girare spesso la torta per controllare che sia uniforme e dritta. Terminato di stuccarla, con il tarocco messo perpendicolare al lato della vostra torta, esercitando una leggera pressione, uniformate la copertura di crema al burro, in modo da renderla appena velata.  
Quest'operazione è importante perché renderà uniforme la nostra torta anche fuori. Volendo dare un aspetto più minimal alla vostra torta, potete anche decidere di non stuccarla.


Riponete in frigorifero per altri 30 minuti.

Per la decorazione finale colate il gelée avanzato (scaldatelo se necessario) sulla parte alta della torta, livellatelo con la spatola angolata e lasciatelo colare ai lati. Per aiutare questa a colare in maniera regolare potete trasferire il gelée in un conetto di carta forno e aggiungere delle gocce ad intervalli regolari lungo tutta la circonferenza superiore, lasciando che coli da solo ai lati.

Per terminare la torta ho posizionato casualmente sopra delle meringhe, due macaron farciti di cream chesse e gelée ai lamponi - questa volta amalgamati insieme - dei lamponi e delle more fresche, un fico tagliato in quarti, e per finire dei fiori del mio giardino: campanule, violette e  fiori di Viburno.

Ed ecco anche la fetta.



Se non volete perdervi le altre meraviglie in gara, oltre anche alla gara del mese visitate il blog nuovissimo sito del MTChallenge e la pagina Facebook. Se siete social cercate Mtchallenge anche su Instagram e Twitter ;)


giovedì 1 settembre 2016

FETTE BISCOTTATE INTEGRALI CON LIEVITO MADRE

"Settembre. E' tempo di migrare"

Per me è tempo di spolverare il blog dopo un'estate piena di sole, di mare e di amore.
Qualcosa è cambiato, qualcosa è rimasto lo stesso.

Cos'è cambiato si chiederanno alcuni?
Vi metto la foto di una torta che ho fatto verso fine giugno per farvi capire meglio.....


La foto è sfocata... ma il significato è chiarissimo.. HO DETTO SI!
E' arrivata la proposta tanto attesa - otto anni e mezzo, non dico altro - e la risposta non poteva essere che SI!
Abbiamo già organizzato tutto, scelto buona parte delle cose da scegliere e stiamo definendo gli ultimi dettagli. Le famiglie sono contentissime e gli amici forse anche di più.
Io sono elettrizzata al solo pensiero che tra un po' inizierò a girare per trovare il mio vestito...

Va beh, basta, sennò mi perdo. Torniamo a noi e torniamo al blog.
Ho in cantiere un "rinnovo locali", e la mia amica Alessandra, eccellente grafica, mi aiuterà a realizzare ciò che ho in mente.
Oltre a questo, bolle in pentola qualcos'altro.. ma lo vedrete sul blog a brevissimo, quindi, non vi anticipo nulla.

Passiamo all'argomento di oggi: fette biscottate fatte in casa.
E già potrei passare direttamente alla ricetta perché in una brevissima frase ho racchiuso tutto ciò che ci sarebbe da dire.
Perché fare qualcosa in casa che normalmente compriamo al supermercato, in alcuni casi a meno di un euro, è un atto d'amore.
Una preparazione semplicissima e adatta anche a chi si accosta ai lievitati per la prima volta o da poco che nasconde l'amore di chi lo prepara e allo stesso tempo dimostra quanto amiamo le persone con le quali lo mangeremo.

Farina integrale, che fa bene perché ha al suo interno tutte le parti del chicco di grano, inclusa la crusca che è ricchissima di fibre.
Lievito madre, autoprodotto, più digeribile e abbinato, come in questo caso, ad una lunga lievitazione rende il prodotto finale leggerissimo - come sempre se volete utilizzare il lievito di birra si può, ovviamente!
Senza grassi di origine animale, adatte per i vegetariani ed i vegani, ma anche a chi più semplicemente sta attento alla propria alimentazione.

FETTE BISCOTTATE INTEGRALI CON LIEVITO MADRE
dal blog Pan di Pane



per la biga

200g di farina 0 
80g di acqua
un pizzico di zucchero
20g di lievito madre

oppure, se si vuole utilizzare lievito di birra:  

210g di farina 0
90g di acqua
un pizzico di zucchero
2g di lievito di birra fresco oppure meno di un grammo di quello secco.

Impastare tutti gli ingredienti insieme in una ciotola, coprite con pellicola per alimenti e tenete a temperatura ambiente tutta una notte (8-10 ore).


per l'impasto

300g di biga (realizzata come sopra)
450g di farina integrale
210g di acqua + 20g da aggiungere con orzo,
50g di zucchero integrale di canna
30g di olio di arachidi o di soia
10g orzo tostato (caffè o cacao) solubile
7g di sale fino 

Spezzettate in una ciotola la biga che avrete preparato la sera prima, aggiungete l'acqua  e scioglietevi già lo zucchero. A seguito inserite gradualmente la farina a pioggia.

Fate assorbire bene tutto e impastate per qualche minuto. Io ho fatto il procedimento in planetaria, ma potete procedere anche a mano.
Aggiungete il sale e per terminare l'olio. Potete dare delle pieghe in ciotola per facilitare l'assorbimento dell'olio, se invece fate con l'impastatrice non occorre perché verrà assorbito durante la lavorazione. 

Separate in 2 parti l'impasto: 640g e 420g circa.
In una ciotolina stemperate i 10g di orzo tostato con i 20g di acqua, in modo da renderlo cremoso così sarà più facile incorporarlo nell'impasto da 420d. Lavoratelo bene e se necessario aggiungete un cucchiaio extra di farina.
Rendere entrambi gli impasti lisci ed omogenei sul piano di lavoro leggermente spolverato di farina e metteteli in 2 ciotole distinte, leggermente oleate, coprite e lasciate riposare fino al raddoppio di volume o più (3 ore o più a seconda della temperatura ambiente).


Riprendete gli impasti e sgonfiateli delicatamente, allargateli picchiettando con i polpastrelli delle dita e abbassate lo spessore stendendo con il mattarello. Tenete presente la larghezza del vostro stampo per avere la misura della larghezza degli impasti.

L'impasto bianco verrà leggermente più lungo, inumidite molto leggermente e sovrapponete quello con più scuro con l'orzo, premete delicatamente per farli unire bene. Inumidite nuovamente e arrotolate tra loro i due impasti. Chiudete bene il punto dove finisce l'impasto pizzicando con le dita. 

Imburrate o oleate lo stampo per cuocere (stampo a cassetta da 1kg oppure uno stampo da plum-cake da 1kg) inserite l'impasto con la chiusura verso un angolo in basso, chiudete e attendete che aumenti di volume vino a 1 cm dal bordo per poter infornare.


Scaldare il forno a 200° con la griglia riposta nella posizione bassa.


Se utilizzate lo stampo da plumcake dovete coprire l'impasto con un foglio d'alluminio per la prima parte della cottura, poi toglierlo dopo 30-35 minuti per far prendere colore.
Cuocete per 50-60 minuti con forno statico. Sfornate e togliete dallo stampo, quindi mettetelo a raffreddare su una grata metallica. Quando sarà perfettamente freddo, tagliate delle fette dello spessore di 1 cm o poco più - quest'ultima operazione potete farla anche il giorno dopo.


Rimettetele in forno per la tostatura a 160-180° per un totale di 30 minuti, girandole da entrambi i lati per una coloritura uniforme.
Una volta raffreddati potete conservarle in un contenitore a chiusura ermetica.


AVVISO SUL COPYRIGHT

"Zeta come.. Zenzero" è pubblicato sotto una Creative Commons Attribution-NonCommercial 3.0 Unported License e non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto, non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n. 62 del 07/03/2001. I testi e le foto (ove non espressamente specificato) sono proprietà intellettuale di Eleonora Pulcini e protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633,/1941 e successive modifiche, pertanto non ne è consentito l'utilizzo, totale o parziale, su forum o altro, senza l'autorizzazione della sovrascritta, autrice e curatrice del presente blog.